Perchè i raggi ultravioletti fanno invecchiare precocemente la pelle?

Perchè i raggi ultravioletti fanno invecchiare precocemente l’epidermide?

I raggi ultravioletti emessi dal Sole non sono sempre benefici, anzi al contrario sono in grado di danneggiare le cellule dell’epidermide.

In che modo i raggi ultravioletti riescono a danneggiare le cellule dell’epidermide?

La luce emessa dal sole non è tutta uguale, purtroppo con i nostri occhi non possiamo rendercene conto.

Perché ? Anche se sono bellissimi, ed utilissimi, i nostri occhi percepiscono solamente una porzione ristretta dello spettro luminoso. Questa mancanza non ci mette in allerta del pericolo incombente al quale ci esponiamo.

Tutti conoscono i pericoli derivanti dall’esposizione a materiale radioattivo, o contaminato; le particelle emesse a diverse lunghezze d’onda hanno una caratteristica fondamentale, sono in grado di penetrare ed oltrepassare il nostro corpo come dei microscopici proiettili.

Nella loro traiettoria colpiscono i nostri organi inteni, le nostre cellule. Quando ciò avviene a livello microscopico il materiale genetico (DNA) all’interno delle nostre cellule subisce un danno. Questo danno finisce per uccidere le cellule.

Questo è il motivo per cui ci si deve necessariamente proteggere da emissioni radioattive o da materiali contaminati in grado di emettere particelle radianti.

Anche se non vediamo le particelle che vengono emesse conosciamo i pericoli e ci proteggiamo.

Per i raggi ulravioletti è la stessa cosa, la luce emessa dla sole ci arriva in tre varianti: UVA (la lunghezza d’onda maggiore, e con il minore impatto energetico), UVB e UVC (i più pericolosi).

I raggi UVC sono abbastanza energetici da uccidere le cellule dell’epidermide.

Fortunatamente il Sole emette maggiori quantità di raggi UVA più che delle altre dannose varianti; inoltre, buona parte dei suoi raggi viene assorbita dall’atmosfera terrestre e dallo strato di ozono presente nella stratosfera.

Anche la ridotta percentuale che arriva fino a noi, però, può avere effetti dannosi.

Perchè i raggi ultravioletti sono indispensabili per avere una buona salute?

L’ esposizione ai raggi ultravioletti sono indispensabili per una serie di motivi, stimola la produzione di endorfina e serotonina, che rendono il nostro umore migliore e avviando una potente azione antidepressiva.

La stessa esposizione svolge poi una funzione di cheratinizzazione, cioè di protezione meccanica dell’epidermide attraverso l’ispessimento dello stato corneo e la funzione di immuno – modulatore, stimolando il sistema linfatico a difendersi dell’esterno.

Il beneficio maggiore che però possiamo ottenere dall’esposizione al sole è la biosintesi della Vitamina D: la Vitamina D introdotta con il cibo e responsabile del metabolismo del calcio non è attiva, ma viene attivata solo se la pelle è esposta ai raggi del sole.

Sono, infatti, le radiazioni ultraviolette (in particolare i raggi UVB) presenti nella luce solare ad indurre la pelle a produrre vitamina D. Bisognerebbe esporsi al sole per almeno 15 minuti al giorno, con il volto, le braccia e le gambe scoperte, per soddisfare il fabbisogno quotidiano di questa vitamina.

Non in tutte le ore del giorno, però, e non in tutte le stagioni, la luce solare è caratterizzata da una quantità sufficiente di raggi ultravioletti necessari per la sintesi della vitamina D.

Nei mesi invernali, ad esempio, la produzione di vitamina D legata all’esposizione solare è molto ridotta.

Inoltre, la capacità della pelle di produrre vitamina D se esposta al sole, si riduce con l’età.

Gli anziani sono ad elevato rischio di carenza di vitamina D, anche perché in genere trascorrono poco tempo esposti al sole, difficilmente espongono direttamente la pelle ai raggi ultravioletti e fanno un basso consumo di alimenti grassi di origine animale, cioè quelli con più elevato contenuto di vitamina D.

Se dosi moderate di Sole stimolano la produzione di vitamina D attraverso la pelle, un’esposizione eccessiva distrugge la vitamina A e può causare alcuni tipi di cancro.

In natura, la luce visibile ha una lunghezza d’onda compresa fra 400 e 760 nanometri, nel cui spettro è compresa la luce HEV con una lunghezza d’onda fra 400 e 500.

I raggi UV, divisi in UVA e UVB, hanno onde più piccole (comprese fra 290 e 400 nanometri), ma sono nettamente più pericolosi.

Mentre gli UVB sono responsabili della tintarella, ma anche delle bruciature, gli UVA e gli HEV penetrano più in profondità nella pelle, fino al derma, provocando il fotoinvecchiamento e l’iperpigmentazione.

Cosa fa precisamente la Luce blu?

I raggi HEV producono i radicali liberi, entità molecolari che causano stress ossidativo: in pratica fanno produrre alle cellule cutanee degli enzimi in grado di rompere il collagene e l’elastina della pelle.

La sovraesposizione a cui siamo soggetti a causa della tecnologia può accelerare quindi un processo naturale, provocando la comparsa prematura delle rughe.

Tra le altre “controindicazioni” della luce blu c’è la comparsa di macchie cutanee, lentiggini e melasmi (accumuli di melanina che rendono un’area della pelle più scura), l’alterazione degli equilibri sonno-veglia e la sindrome da occhio asciutto.

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